Ceo & Founder di Orwell, consulente di marketing digitale e docente allo IED di Milano, Alessandro Nardone collabora con diversi media ed è autore di 6 libri: Ti odio da morire (2008), La destra che vorrei (2011), Il Predestinato (2014), The Predestined (2015), Yes Web Can (2016), Io, Alex e Trump (2016), Trump, Alex and me (2017) e Orwell (2018). Per promuovere la versione inglese de “Il Predestinato” ha inventato la sua finta candidatura alle primarie repubblicane sotto le mentite spoglie del protagonista del romanzo, il giovane Congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati giornali e televisioni di mezzo mondo. Ha seguito come inviato di Vanity Fair la Convention Repubblicana di Cleveland, le elezioni da New York e Philadelphia e l’insediamento di Trump a Washington.

Era il lontano 1980 quando Alessandro, all’età di 4 anni, ricevette in dono il suo primo videogame, il celebre Pong. Fu amore a prima vista. Da allora i suoi genitori lo assecondarono in tutti i modi: un’altra console, l’Atari 2600, e qualche tempo dopo il primo home computer, quel Commodore 64 con cui cominciò a programmare in Basic. Poi, il suo grande “amore” informatico: l’Amiga 500, la vera e propria anticamera all’avvento di Internet, che visse intensamente grazie allo stage svolto al “Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta” di Como, dove familiarizzò con il linguaggio HTML, lavorando a uno dei primi siti comaschi, quello del Museo della Seta.

Determinazione
100%
Creatività
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Intraprendenza
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Entpreneur & digital marketing consultant, Alessandro Nardone writes for Vanity Fair and Il GiornaleOFF. Author of six books, including the bestseller “I hate you to die”, in order to promote the English version of “The Predestined” he invented his fake candidacy for the Republican primaries under the guise of the novel’s main character, the young congressman Alex Anderson. A case history of which newspapers and televisions all over the world have been interested. He followed as a correspondent for Vanity Fair the Republican convention in Cleveland , the elections from New York, Philadelphia and the Inauguration Day in Washington DC.

«Alessandro Nardone è un genio e le implicazioni di questa storia sono profondissime, tutt’altro che banali. Un giorno ci considereranno, a ragione, dei cavernicoli digitali, è un fatto. Ma questo esperimento di ingegneria sociale, questo magnifico scherzo (un gesto acrobatico di marketing puro) sarà l’equivalente di un’incisione rupestre, di un geroglifico: la base di un’evoluzione.»


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