You Are Viewing

Bio

Anderson-Snowden-President-20161Consulente di marketing digitale, Alessandro Nardone scrive per Vanity Fair e Il GiornaleOFF. Autore di 5 libri, tra cui il bestseller “Ti odio da morire”, per promuovere la versione inglese de “Il Predestinato” ha inventato la sua finta candidatura alle primarie repubblicane sotto le mentite spoglie del protagonista del romanzo, il giovane Congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati giornali e televisioni di mezzo mondo. Ha seguito come inviato di Vanity Fair la Convention Repubblicana di Cleveland, le elezioni da New York e Philadelphia e l’insediamento di Trump a Washington.

 Era il lontano 1980 quando Alessandro, all’età di 4 anni, ricevette in dono il suo primo videogame, il celebre Pong della General Instruments. Fu amore a prima vista. Da allora i suoi genitori lo assecondarono in tutti i modi: un’altra console, l’Atari 2600, e qualche tempo dopo il primo home computer, quel Commodore 64 con cui cominciò a programmare in Basic. Poi, il suo grande “amore” informatico: l’Amiga 500, la vera e propria anticamera all’avvento di Internet, che visse intensamente grazie allo stage svolto al “Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta” di Como, dove familiarizzò con il linguaggio HTML, lavorando a uno dei primi siti comaschi, quello del Museo della Seta.

Passione, quella per l’informatica, che si è intrecciata con quelle per la politica e la scrittura: presidente di Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale), consigliere comunale a Como e candidato alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013, Alessandro ha all’attivo cinque libri: Ti odio da morire (2008), La destra che vorrei (2011), Il Predestinato (2014), The Predestined (2015), Yes Web Can (2016), Io, Alex e Trump (2016) e collabora con Vanity Fair, Il Giornale OFF e Il Giornale.

 

Su di lui:

“Alessandro è un genio e le implicazioni di questa storia sono profondissime, tutt’altro che banali. Un giorno ci considereranno, a ragione, dei cavernicoli digitali, è un fatto. Ma questo esperimento di ingegneria sociale, questo magnifico scherzo (un gesto acrobatico di marketing puro) sarà l’equivalente di un’incisione rupestre, di un geroglifico: la base di un’evoluzione.”

La Repubblica